In breve
- Usarla per farti interrogare ti fa imparare. Usarla per farti dare le soluzioni ti fa prendere voti migliori oggi e peggiori domani.
- In classe il telefono non si usa. Alla maturità usare lo smartwatch durante gli scritti vuol dire esclusione.
- Inoltrare un’immagine falsa di qualcuno può essere reato. Anche se non l’hai creata tu.
- Sul lavoro nessuno sa davvero cosa succederà. Chi te lo dice con sicurezza sta indovinando.
Non sei l’unico
Un’indagine di INDIRE su 5.342 studenti di medie e superiori, fatta tra marzo e giugno 2026, dice che quasi tutti usano l’AI. Alle superiori la usa ogni giorno il 28%. Sull’intero campione, l’84% la usa per studiare e il 76% dice di fidarsi delle risposte1.
Il dato più interessante è un altro. Controllano le risposte soprattutto quelli che si fidano a metà. Quelli che si fidano tantissimo e quelli che non si fidano per niente, in un caso su due, non verificano quasi nulla. Gli autori lo chiamano il paradosso della fiducia.
Il campione non è rappresentativo di tutti gli studenti italiani: lo dichiarano gli stessi autori. Per l’Istat, nel 2025, ha usato strumenti di AI generativa il 51,2% dei ragazzi tra 14 e 19 anni2.
Le regole che ti riguardano
Il telefono in classe
Dall’anno scolastico 2025/2026 nelle superiori il cellulare non si usa durante l’attività didattica e, più in generale, in orario scolastico, nemmeno per fare didattica. Le eccezioni riguardano chi ne ha bisogno per un PEI o un PDP e alcuni indirizzi tecnici. Computer, tablet e lavagne della scuola invece si possono usare3.
Tradotto: a scuola l’AI la usi sugli strumenti e con le regole che sceglie la scuola, non sul tuo telefono.
La maturità
L’ordinanza sull’esame non nomina mai l’intelligenza artificiale. Non serve: nei giorni degli scritti è vietato usare cellulari, smartwatch e qualunque dispositivo capace di collegarsi all’esterno. Chi li usa rischia l’esclusione da tutte le prove. Nella seconda prova sono ammesse solo le calcolatrici elencate dal Ministero, senza connessione45.
Le regole valgono per l’esame 2025/2026. Per il 2027 servirà una nuova ordinanza, attesa in primavera.
L’età dei servizi
- ChatGPT: dai 13 anni, ma fino ai 18 serve l’autorizzazione di un genitore6.
- Gemini: dai 14 anni, con il tuo account Google7.
- Copilot: per l’Italia Microsoft indica che sotto i 18 anni l’account va gestito da un genitore8.
- Claude: solo dai 18 anni9.
- Character.AI: dal novembre 2025 niente più chat libera con i personaggi sotto i 18 anni10.
Dai 14 anni, per la legge italiana, puoi dare da solo il consenso al trattamento dei tuoi dati. Le condizioni dei servizi possono però chiedere comunque il permesso dei genitori11.
Studiare con l’AI
Partiamo da uno studio, perché è quello che spiega tutto il resto. Quasi mille studenti di matematica delle superiori si sono esercitati per alcune settimane con un chatbot. Un gruppo aveva un chatbot normale, che dava le soluzioni. Un altro un chatbot istruito per dare solo suggerimenti.
Durante gli esercizi il primo gruppo è andato il 48% meglio di chi non aveva l’AI. Poi c’è stata la verifica, senza chatbot. Lo stesso gruppo è andato il 17% peggio di chi aveva studiato da solo. Il gruppo con i suggerimenti invece non ha perso quasi niente12.
Il motivo è noto da prima dell’AI. Rileggere dà la sensazione di aver capito. Mettersi alla prova fa ricordare: in un esperimento classico, a una settimana di distanza, chi si era interrogato ricordava molto più di chi aveva riletto, anche se si sentiva meno sicuro13.
- Farti fare domande, una alla volta, e rispondere senza appunti.
- Scrivere prima la tua risposta, poi chiedere cosa manca.
- Chiedere un suggerimento quando sei bloccato, non la soluzione.
- Farti spiegare un passaggio in un altro modo.
- Farti risolvere gli esercizi e ricopiarli.
- Farti scrivere il tema e cambiare qualche parola.
- Leggere il suo riassunto al posto del libro.
- Chiedergli «spiegami tutto» la sera prima.
Cinque richieste da copiare
Domani ho l’interrogazione di [materia] su [argomento]. Fammi una domanda alla volta, come farebbe il prof. Aspetta la mia risposta, dimmi cosa ho sbagliato o tralasciato e solo dopo passa alla prossima. Alla fine dimmi su cosa sono più debole.
Sto risolvendo questo esercizio e mi sono bloccato. Non darmi la soluzione. Dammi solo un suggerimento per il prossimo passaggio. Se ti chiedo la soluzione prima di averci provato altre due volte, rifiutati. [incolla l’esercizio e quello che hai fatto finora]
Ho scritto questo tema. Non riscriverlo. Indicami i tre punti in cui il ragionamento è più debole e spiegami perché, così li sistemo io. [incolla il tema]
Sul libro c’è questa spiegazione di [concetto] e non la capisco. Spiegamelo con un esempio della vita di tutti i giorni, poi fammi una domanda per vedere se ho capito.
Questi sono gli argomenti dell’ultimo mese: [elenco]. Fammi dieci domande mescolando gli argomenti, senza seguire l’ordine in cui li abbiamo fatti.
Mescolare gli argomenti e tornarci a distanza di giorni costa più fatica e fa ricordare di più. Per questo l’ultima richiesta funziona.
Compiti, verifiche e onestà
Se la scuola dice che per un compito l’AI non si usa, usarla è copiare, come prima lo era copiare dal compagno. Le sanzioni le decide il regolamento della tua scuola.
Ma vale anche il contrario: un rilevatore di testo scritto dall’AI non è una prova. In uno studio, sette rilevatori hanno segnalato come artificiali in media il 61% dei temi scritti da studenti non madrelingua inglese. Erano tutti scritti da persone14. Se ti accusano solo in base a un rilevatore, hai il diritto di spiegarti.
Come dichiarare l’uso
Quando l’AI è ammessa, scrivilo in fondo al lavoro. Bastano tre righe.
Ho usato [nome dello strumento] per [farmi spiegare / fare la scaletta / correggere la grammatica]. Le richieste che ho fatto sono [riassunto]. Ho tenuto [cosa], ho cambiato [cosa], ho scartato [cosa]. Il testo finale l’ho scritto io.
Il controllo migliore è anche il più semplice: se sai spiegare a voce quello che hai consegnato, il lavoro è tuo.
Non crederci subito
Vale per un chatbot e vale per un video su un social. Il metodo più usato dagli insegnanti di educazione ai media ha quattro mosse15.
- Fermati. Se una cosa ti fa arrabbiare o ti entusiasma, è il momento di rallentare.
- Chi c’è dietro? Esci dalla pagina e cerca chi l’ha pubblicata. È un esperto? Un profilo nato ieri?
- Cosa dicono gli altri? Cerca la stessa notizia su fonti diverse. Se nessuno ne parla, c’è un motivo.
- Torna all’originale. Una citazione, un video, un grafico: trova dove sono nati e guarda se dicevano davvero quello.
La seconda e la terza mossa si chiamano lettura laterale: invece di leggere la pagina dall’alto in basso, apri altre schede e guardi intorno. È quello che fanno i giornalisti che verificano le notizie16.
Deepfake tra compagni
Con una foto presa da un profilo oggi si costruisce un’immagine falsa in pochi minuti, anche di nudo. A volte chi lo fa pensa sia uno scherzo. Non lo è.
- È un reato. Diffondere senza consenso immagini, video o voci falsificati con l’AI, capaci di ingannare e che causano un danno, è punito con la reclusione da uno a cinque anni11.
- Inoltrare è diffondere. Anche in una chat di classe, anche a una sola persona.
- Dai 14 anni se ne può rispondere anche penalmente, se il giudice ritiene che il ragazzo fosse capace di capire cosa faceva17.
Se capita a te
- Non cancellare niente: fai le schermate, salva i link e i nomi.
- Parlane con un adulto di cui ti fidi. Non sei tu ad aver sbagliato.
- Segnala alla Polizia Postale su commissariatodips.it18.
- Se è un’immagine intima, dai 14 anni puoi usare da solo il servizio del Garante per bloccarne la diffusione: garanteprivacy.it/temi/revengeporn19.
- Se l’immagine ti ritrae da minorenne, c’è anche Take It Down, che aiuta a farla rimuovere dalle piattaforme senza doverla caricare20.
Se la ricevi
Non girarla. Cancellala. Dillo alla persona ritratta, o a un adulto. Spesso chi è preso di mira è l’ultimo a saperlo.
Il chatbot che ti ascolta
Nell’indagine INDIRE, tra studenti di medie e superiori, più di uno su due si è confidato almeno una volta con un’AI1. Ha senso: risponde subito, a qualunque ora, e non giudica.
Però non ti conosce, non si ricorda di te come farebbe un amico e, quando le cose si fanno serie, non sempre capisce. Nei test di un’organizzazione americana i chatbot più diffusi non riconoscevano i segnali d’allarme nelle conversazioni con ragazzi in difficoltà21. In Italia il Garante ha sanzionato con 5 milioni di euro un’app di compagnia virtuale, anche perché non verificava l’età di chi la usava22.
Parlane con qualcuno: un amico, un genitore, un prof, il medico. Telefono Azzurro risponde al 19696 a tutte le ore, gratis, anche in chat dal sito azzurro.it23. In caso di pericolo chiama il 112.
I tuoi dati
- Non scrivere in un chatbot nome e cognome, indirizzo, scuola, numero di telefono, password, foto tue o di altri.
- Nelle impostazioni cerca la voce sull’uso delle conversazioni per l’addestramento e decidi tu.
- Un compagno che compare in una tua foto ha gli stessi diritti tuoi. Prima di caricarla da qualche parte, chiediglielo.
Il resto è nella guida Usarla bene, con il semaforo di cosa si può scrivere e cosa no.
Cosa fare dopo
Diciamolo subito: nessuna fonte seria sa dirti quale facoltà o quale mestiere «resisterà all’AI». Ecco cosa dicono quelle più solide.
- Un’indagine su più di mille grandi aziende nel mondo stima che entro il 2030 il 39% delle competenze di un lavoratore cambierà. La competenza di base più richiesta resta il pensiero analitico24. Sono aspettative di grandi imprese, non previsioni certe.
- L’OCSE, nell’agosto 2026, scrive che i dati disponibili non mostrano che l’AI sia oggi la causa delle difficoltà dei giovani sul lavoro. Le difficoltà sono cominciate prima, e l’impatto va tenuto d’occhio25.
Quello che si può dire con buona sicurezza: chi sa usare questi strumenti e sa anche accorgersi di quando sbagliano avrà un vantaggio, in qualunque campo. È la stessa abilità che ti serve oggi per studiare.
Mettiti alla prova
Il tuo risultato
Da ricordare
- Fatti interrogare, non farti risolvere.
- Telefono in classe no. Usare lo smartwatch agli scritti della maturità: esclusione.
- Un deepfake non si inoltra. Mai.
- Se ti accusano solo in base a un rilevatore, chiedi di spiegarti a voce.
Fonti
- INDIRE, Che cosa pensano dell’intelligenza artificiale gli studenti della scuola secondaria in Italia. Sintesi dell’indagine «Io e l’Intelligenza Artificiale», settembre 2026. Consultata il 13/10/2026.
- Istat, Cittadini e ICT. Anno 2025, 22 aprile 2026. Consultata il 13/10/2026.
- Ministero dell’Istruzione e del Merito, Circolare n. 3392, disposizioni sull’uso degli smartphone nel secondo ciclo di istruzione, 16 giugno 2025. Consultata il 13/10/2026.
- Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ordinanza n. 54, esame di maturità per l’anno scolastico 2025/2026, 26 marzo 2026. Consultata il 13/10/2026.
- Ministero dell’Istruzione e del Merito, Adempimenti operativi e organizzativi dell’esame di maturità 2025/2026, prot. 11146, giugno 2026. Consultata il 13/10/2026.
- OpenAI, Condizioni d’uso per l’Europa, aggiornate il 16 gennaio 2026. Consultata il 13/10/2026.
- Google, Requisiti di età per gli Account Google, 2026. Consultata il 13/10/2026.
- Microsoft, Microsoft Copilot per i giovani, 2026. Consultata il 13/10/2026.
- Anthropic, Consumer Terms of Service, in vigore dall’8 ottobre 2025. Consultata il 13/10/2026.
- Character.AI, Annuncio sulle chat per i minori di 18 anni, 29 ottobre 2025. Consultata il 13/10/2026.
- Normattiva, Legge 23 settembre 2025, n. 132. Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale, in vigore dal 10 ottobre 2025. Consultata il 13/10/2026.
- Bastani e colleghi, PNAS, Generative AI without guardrails can harm learning: Evidence from high school mathematics, 2025. Consultata il 13/10/2026.
- Roediger e Karpicke, Psychological Science, Test-enhanced learning: taking memory tests improves long-term retention, 2006. Consultata il 13/10/2026.
- Liang e colleghi, Patterns, GPT detectors are biased against non-native English writers, 2023. Consultata il 13/10/2026.
- Mike Caulfield, SIFT (The Four Moves), 19 giugno 2019. Consultata il 13/10/2026.
- Digital Inquiry Group, Civic Online Reasoning. Consultata il 13/10/2026.
- Normattiva, Codice penale, art. 98, minore degli anni diciotto. Consultata il 14/10/2026.
- Polizia di Stato, Commissariato di P.S. online, Polizia Postale, 2026. Consultata il 13/10/2026.
- Garante per la protezione dei dati personali, Revenge porn: come segnalare, 2026. Consultata il 13/10/2026.
- NCMEC, Take It Down, 2026. Consultata il 13/10/2026.
- Common Sense Media, Common Sense Media Finds Major AI Chatbots Unsafe for Teen Mental Health Support, 20 novembre 2025. Consultata il 13/10/2026.
- Garante per la protezione dei dati personali, AI: il Garante sanziona la società che gestisce il chatbot Replika, 19 maggio 2025. Consultata il 13/10/2026.
- Telefono Azzurro, Linea di ascolto 19696, 2026. Consultata il 13/10/2026.
- World Economic Forum, The Future of Jobs Report 2025, 7 gennaio 2025. Consultata il 13/10/2026.
- OCSE, Young people, labour markets and AI: What OECD evidence shows, 15 agosto 2026. Consultata il 13/10/2026.